Siccità e alluvioni: l’agricoltura fa i conti con i danni causati dai cambiamenti climatici Giulia 22 Giugno 2023

Siccità e alluvioni: l’agricoltura fa i conti con i danni causati dai cambiamenti climatici

Per far fronte a questi fenomeni, l’uso delle tecnologie in campo agricolo diventa essenziale per preservare la produttività dei terreni e la qualità dei raccolti.

Quella del 2022 è stata l’estate più critica degli ultimi 500 anni per il livello di siccità raggiunto in Europa, con ripercussioni devastanti sul comparto agricolo e danni che hanno causato perdite per 5,6 miliardi di euro alle aziende italiane secondo le stime delle più importanti associazioni di settore nazionali.

L’alternanza di siccità e alluvioni, fenomeni apparentemente opposti ma uniti dalla stessa matrice, ovvero quella dei cambiamenti climatici, sta colpendo la resa del settore agricolo italiano danneggiando colture e raccolti. La produzione ha registrato un calo del 10%, segnando il dato peggiore da oltre un decennio.

Le temperature roventi del mese di giugno dello scorso anno, con una media di ben +2,88 gradi rispetto alla media, unite ai lunghi mesi senza piogge, hanno messo a durissima prova i terreni agricoli. Questi, poco permeabili per la siccità, sono sempre meno in grado di assorbire le improvvise precipitazioni che in pochissime ore riversano quantità di acqua tali da far scattare allarmi per gravi esondazioni e mettere allo stremo i raccolti. 

Come dimostra l’analisi del Centro Comune di Ricerca (Jrc) della Commissione Europea, i cali produttivi registrati nel 2022 sono stati del 45% per il mais e i foraggi, del 20% per il latte, del 30% per il frumento duro per la pasta, di oltre 1/5 per la produzione di frumento tenero, del 30% per il riso, del 15% per la frutta e del 20% per cozze e vongole – uccise dalla mancanza di ricambio idrico nel Delta del Po.

Troppa acqua in poco tempo da una parte, siccità dall’altra: un trend che ci accompagnerà sempre più frequentemente, anche nell’estate 2023, in cui sono previsti periodi torridi e instabili seguiti da temporali potenzialmente devastanti, causa di ristagni idrici e grandinate. Il nord del Paese, in particolare, dovrà fare i conti con una crisi idrica resa ancora più severa dai bassissimi livelli di precipitazioni nevose registrate sulle Alpi durante l’inverno.

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L'anomalia pluviometrica - fonte ISPRA, rielaborazione ABACO

Secondo un report dell’Istat del 2022 l’alternanza sempre più frequente di siccità e alluvioni sta causando una tropicalizzazione del clima con impatti sempre più devastanti e ci costringe a fare i conti con un cambiamento climatico già in atto.

Per far fronte a questi fenomeni, l’uso delle tecnologie in campo agricolo diventa essenziale per preservare la produttività dei terreni e la qualità dei raccolti. Per esempio, adottare un sistema di osservazione satellitare che consente di raccogliere dati, di monitorare, indagare e quantificare i trend climatici avversi è sempre più una necessità strategica per ridurre i rischi o quantomeno attutire l’impatto di questi eventi. Non si tratta solo di una gestione ottimizzata delle risorse infatti, ma anche di un riadattamento delle pratiche agricole rispetto alle incostanti condizioni climatiche che mettono a rischio i raccolti e il lavoro di un’intera campagna. 

Nei prossimi anni sarà necessario un utilizzo delle risorse sempre più mirato e monitorato, per potere garantire un sufficiente approvvigionamento idrico ad uso agricolo. Irrigazione di precisione e sistemi di supporto alle decisioni sono fondamentali per ridurre al minimo indispensabile l’utilizzo dell’acqua, diminuendone la domanda, e contrastando i periodi di maggiore carenza per far fronte all’aumento delle temperature e alla scarsità di precipitazioni.